Palermo – Napoli: azzurri avanti

Il Napoli stende 3-1 il Palermo ed espugna il Barbera dopo 43 anni (l’ultima vittoria risale al 1969, un 2-0 al tavolino). Una vittoria obbligata per la squadra allenata da mister Mazzarri, dopo i risultati delle dirette concorrenti per un posto in Champions. E così la squadra partenopea comincia il 2012 come aveva concluso il 2011 (6-1 al Genoa davanti ad un entusiasmato pubblico del San Paolo). Il Palermo, dopo un buon primo tempo, nella ripresa scompare. Si rassegna alla straripante forza degli azzurri e dà l’impressione di non avere neanche la voglia di lottare. Mutti avrà il suo bel da fare per ridare un’anima ai rosanero e le assenze, seppur importanti (su tutti Ilicic), non possono diventare un alibi.

Primo tempo combattuto. Parte bene il Palermo che va vicino al vantaggio con un destro di Budan respinto prontamente da De Sanctis. Immediata la reazione azzurra con Benussi che blocca in due tempi un rasoterra ravvicinato di Gargano. Poi è l’ex Cavani a sfiorare il vantaggio, con tre colpi di testa che però non finiscono mai in rete. È questione di tempo. Al 35’ il Matador lancia in contropiede il connazionale Gargano, Traversone dalla destra raccolto da Pandev che protegge la palla e di sinistro gira a rete, battendo Benussi sul primo palo. È lo 0-1.

Nella ripresa il Palermo scompare, colpa forse anche del cambio di modulo, e il Napoli diventa straripante.  Al 9′ Cavani si inventa uno splendido gol. Non esulta e il pubblico rosanero che l’anno scorso lo aveva accolto con i fischi, gli tributa un meritato quanto splendido applauso. Azzurri sul 2-0, ma ancora affamati: al 13′ Pandev colpisce il palo e al 15′ Hamsik chiude la partita. Lo slovacco salta Benussi e segna il 3-0. Esulta facendo un cuore con le mani. Dedica per il piccolo Lukas, nato qualche giorno fa?

Nel finale arriva il gol della bandiera per i rosanero: Miccoli colpisce di testa su un cross dalla sinistra di Balzaretti e insacca De Sanctis. Un goal che, però, non salva la partita del Palermo e non serve ad evitare i fischi di un “Barbera” giustamente deluso dalla prestazione della propria squadra.

Sorridono, invece, i tifosi del Napoli che hanno potuto assistere ad una vittoria più che convincente della propria squadra. Il Napoli sembra cresciuto, soprattutto mentalmente. Non ha più cali di tensione ed è capace di fare possesso palla modello Barcellona (nella ripresa si contano anche 38 passaggi di fila). Basterà per riaccendere le speranze azzurre?

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