Roma in crisi

Situazione molto delicata in casa giallorossa dopo la brutta sconfitta per 4-1 rimediata contro la Juventus nell’ultima giornata di campionato.

La prestazione di sabato sera ha dato voce a parecchi dubbi che già si erano insinuati nella mente della dirigenza e dei tifosi dopo le prove opache contro Bologna e Sampdoria, nelle quali la Roma aveva buttato al vento due vittorie praticamente già in tasca.

Lo scenario ricorda per molti versi lo stesso dell’anno scorso: c’è un problema di guida tecnica perchè l’allenatore scelto gioca con un modulo molto estremo, capace di portare risultati solo quando tutto funziona alla perfezione, c’è un problema di giocatori, che alcune volte non sembrano all’altezza, e c’è un problema di spogliatoio, con continui litigi e scarsa fiducia nelle parole del tecnico.

La considerazione che più trapela in questi giorni è quella che la rosa a disposizione del tecnico boemo Zdenek Zeman non sia adatta alle caratteristiche del suo gioco.

Mancano gli esterni offensivi, infatti Destro è sacrificato in quel ruolo e Totti tutto fa fuorchè l’esterno, mentre Lamela pare ancora molto acerbo e non sembra valere tutti i soldi spesi per acquistarlo l’estate scorsa (circa 18 milioni di euro).

In realtà gli esterni c’erano, ma Borini e Bojan sono stati venduti, cessioni delle quali i tifosi non ancora capiscono la ragione.
A centrocampo le cose non vanno molto meglio, anzi, peggio. Gli infortuni di Bradley e Pjanic non hanno ancora fatto capire quali siano le reali gerarchie nella mente del tecnico boemo, anche se in questo primo scorcio di stagione Florenzi sembra essersi ritagliato un posto da titolare, grazie alle ottime prestazioni offerte, risultando tra i migliori anche nella disfatta di Torino.

Per il ruolo di regista De Rossi sembra spaesato e Tachsidis troppo lento e confusionario, mentre Pjanic, giocatore di grande talento, sembra essere più un portatore di palle che non un incursore,più utile nello scacchiere del tecnico boemo.

La difesa finora è il reparto che ha collezionato più figuracce: Piris è inadeguato, Burdisso sembra avere enormi problemi con il posizionamento per far scattare la trappola del fuorigioco, Dodò è un oggetto misterioso e Taddei sembra ormai aver dato tutto. Castan, naufragato anche lui nel disastro di Torino, sembra essere un buon giocatore, mentre l’unico che ha convinto in questo inizio di stagione è Balzaretti.

Sotto accusa anche Zeman, reo di aver parlato troppo e fatto pochi fatti. La squadra messa in campo a Torino sembrava mandata allo sbaraglio e senza alcuna possibilità di fare soltanto bella figura. Del gioco zemaniano che ha incantato l’Italia per ora si sono visti solo dei piccoli sprazzi, non sufficienti a soddisfare i tifosi che si aspettavano invece il riscatto dopo la scorsa stagione con Luis Enrique.
A questo punto la prossima gara interna con l’Atalanta sembra essere il crocevia di questa stagione: fallire potrebbe significare anche un clamoroso esonero, per permettere al nuovo tecnico di sfruttare anche la sosta per la nazionale per conoscere meglio la squadra.

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