Palermo in crisi: ultimo in classifica

La prima panchina a saltare nella Serie A 2012/13 è stata quella del tecnico di origine campane Giuseppe Sannino che fino alla scorsa domenica guidava i rosanero del Palermo.

All’ex tecnico di Siena e Varese è costato caro il pareggio ottenuto allo stadio Renzo Barbera per 1-1 contro il Cagliari di Massimo Ficcadenti, arrivato, peraltro, dopo le due pesanti sconfitte entrambe subite per 3-0 dal Napoli di Mazzarri e dalla Lazio del nuovo corso targato Valdimir Petkovic.

Ovviamente non si tratta di nulla a cui non siano abituati i tifosi palermitani visto che sotto la gestione del presidente Maurizio Zamparini, Sannino risulta essere il 48esimo tecnico esonerato in soli dieci anni. Una scelta che non sembra abbia portato ai benefici sperati e che spesso ha aperto lacerazioni interne alla dirigenza del club con diverse dimissioni presentate dai vari direttori sportivi ovviamente legati alla sorte del tecnico.

Per questa ragione non è da escludersi che la crisi del Palermo possa avere come possibile scenario anche le dimissioni dell’attuale direttore sportivo Giorgio Perinetti, in quanto è stato proprio lui a portare Sannino a Palermo da Siena. Tuttavia sono di oggi le dichiarazioni rilasciate ad una nota emittente radiofonica, nelle quali il vice presidente del Palermo, Miccichè smentisce categoricamente un paventato dissapore interno tra il direttore Perinetti ed il presidente Zamparini ed anzi tra i due c’è grande sinergia di intenti per costruire un Palermo che possa regalare quante più soddisfazioni possibili ai propri sostenitori.

Fatto sta che al posto di Sannino è stato messo sotto contratto l’ex tecnico di Genoa ed Inter, Giampiero Gasperini evidenziando un deciso segno di discontinuità rispetto al progetto tattico legato a Sannino. Infatti, si passa da un 4-4-2 molto attento più alla fase di non possesso che a quella di attacco, ad un 3-4-3 marchio di fabbrica del credo tattico di Gasperini a chiara vocazione offensiva. La decisione di voler cambiare tecnico già alla terza giornata di campionato è stata giustificata dallo stesso Zamparini come una reale preoccupazione in termini di salvezza.

Insomma, il presidente rosanero, prendendo spunto da quello che ha visto nelle prime tre gare ufficiali, ha avuto il chiaro sentore di un organico poco motivato e non in grado di mantenere la Serie A. Soprattutto in ragione di ciò si è deciso di puntare su un tecnico come Gasperini che per la verità aveva fatto non troppo bene nella parte finale della propria avventura al Genoa e all’Inter e che di fatto è reduce da un doppio esonero. Comunque, Zamparini ha chiesto a Gasperini una salvezza possibilmente tranquilla senza badare troppo al bel gioco per il quale ci sarà spazio nelle prossime stagioni visto che il contratto è sino al prossimo mese di giugno più un’opzione per le due stagioni successive. Dando per scontato come già detto prima, come Gasperini proporrà il suo 3-4-3 altamente offensivo, ci sono di voci molto fondate che parlano di un Gasperini che voglia dare maggiore spazio ai giovani presenti in rosa ma non per questo escludere giocatori di lungo corso e in grado di offrire ancora un contributo molto importante per la causa palermitana. Ancora una volta il punto fermo dovrebbe essere capitan Fabrizio Miccoli, attorno al quale costruire il tutto, un po’ come fatto da Guidolin a Udine dove il progetto tattico-tecnico gira introno a Totò Di Natale.

Dunque, Miccoli dovrebbe ricoprire il ruolo di prima punta in un tridente molto rapido e ficcante che potrebbe essere completato dalla punta uruguagia Abel Hernandez e dal trequartista sloveno Josip Ilicic. L’argentino Paul Dybala sarebbe la principale alternativa a Ilicic e Hernandez anche se ha nelle proprie caratteristiche anche quella di poter ricoprire il ruolo di prima punta e quindi presentarsi come alternativa a Miccoli che, anche in ragione di un’età calcistica piuttosto avanzata, non sempre sarà al meglio nel corso della stagione. In mediana, le squadra di Gasperini hanno sempre presentato giocatori con ottime caratteristiche sia difensive che offensive e alla luce di ciò il punto fermo dovrebbe essere l’ultimo arrivato, l’uruguaiano Arevalo Rios. Rios è dotato di grande corsa e forza fisica ma come ha dimostrato nella scorsa domenica contro il Cagliari non disdegna le proiezioni offensive.

Al suo fianco, dovrebbe giocare Jasmin Kurtic con la principale alternativa nel paraguaiano Edgar Barreto. Il problema maggiore risiede però nelle corsie laterali. Le squadre di Gasperini hanno bisogno di esterni bravi sia in fase di costruzione che in quella difensiva. Su quella mancina il ruolo sembra essere piuttosto coperto da Eros Pisano o in alternativa dall’argentino Gargia anche se entrambi non hanno giocato quasi mai come quinto di centrocampo con alle spalle una difesa a tre. Sulla corsia destra la principale opzione è rappresentata dallo svizzero Michel Morganella.

In difesa sul centrosinistra dovrebbe posizionarsi l’ex giocatore del Chievo Andrea Mantovani con nel mezzo uno tra Cetto e Munoz anche se questo ultimo può giocare tranquillamente anche sul centro destra. Da valutare è senza dubbio l’effettivo valore del difensore centrale di origini cilene Carlos Labrin prelevato questa estate dal presidente Zamparini e rientrato dal prestito dal Novara con la cui casacca ha disputato un solo match dal mese di gennaio fino a giugno 2012.

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