Morosini: sospeso il vigile

A poco più di un mese dalla morte di Piermario Morosini, il giovane centrocampista del Livorno che a soli 25 anni ha avuto un malore durante il match disputato il 14 aprile scorso a Pescara e che poi è morto all’ospedale della cittadina abruzzese, arrivano i primi provvedimenti. E’ stato infatti sospeso per sei mesi dal servizio e dalla retribuzione l’ ufficiale dei vigili urbani che quel sabato pomeriggio ha lasciato un’auto di servizio in sosta davanti all’ingresso Maratona dello stadio Adriatico, bloccandolo e ritardando l’ingresso in campo dell’ambulanza che doveva soccorrere il centrocampista amaranto.

Un procedimento disciplinare che era stato annunciato due giorni dopo l’accaduto dal sindaco Luigi Albore Mascia. Proprio il sindaco ci tiene a ribadire che «si tratta di una procedura amministrativa. Altre procedure – ha sottolineato il sindaco – potrebbero avere un andamento diverso nel caso in cui dovessero emergere profili di rilevanza penale. Ad oggi, però, non vi sono iniziative di carattere penale nei confronti della persona in questione».

«L’Ufficio procedimenti disciplinari – si legge nel provvedimento -, ha rilevato che l’incolpato non ha fornito elementi sufficienti ad escludere con certezza l’impossibilità di porre in essere una diversa condotta, ossia tale da evitare l’intralcio ai mezzi di soccorso; considerata la gravità dei fatti addebitati; considerato che dalla condotta oggetto di contestazione è derivato all’ente un notevole pregiudizio reputazionale, a maggioranza dei suoi componenti decide di irrogare la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per mesi sei». Si tratta della massima pena. In base al regolamento del Comune, infatti, il vigile rischiava da 11 giorni di sospensione da lavoro e retribuzione fino ad un massimo, appunto, di sei mesi.

A decidere per la pena più “cattiva” è stata l’Ufficio per i Provvedimenti disciplinari del Comune di Pescara,  presieduta dal direttore generale del Comune, Stefano Ilari, e composta dalla dirigente del personale, Gabriella Pollio, e dal comandante della Polizia municipale Carlo Maggitti. La Commissione, prima di ieri, si era già riunita sabato, quando è stato ascoltato l’ufficiale sotto procedimento che ha anche presentato una memoria che, evidentemente, non è bastata a fugare tutti i dubbi sulla sua colpevolezza.

Adesso l’ufficiale della Polizia municipale può impugnare il provvedimento davanti al giudice del lavoro. In ogni caso, però, il vigile, percepirà il 50% dello stipendio, in base a quanto previsto dalla legge.

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