Luis Enrique e Nesta, il giorno dell’addio

Non hanno niente in comune Luis Enrique e Alessandro Nesta. Uno è allenatore, l’altro difensore, ma hanno scelto lo stesso giorno per dire addio alla loro attuale squadra, rispettivamente Roma e Milan.

Il campionato non è ancora finito, ma Luis Enrique ha già annunciato che l’anno prossimo non sarà alla guida della squadra capitolina. Ha aspettato la fine del penultimo allenamento, poi ha radunato la squadra intorno a sé. Ha chiamato tutti, non solo i calciatori, ma anche medici, preparatori, fisioterapisti, massaggiatori, tattici. Si è seduto su un pallone e ha annunciato il suo addio, dopo solo un anno.

Un addio che era nell’aria, ma che tutti speravano di non dover mai sentire. I giocatori, ma anche i tifosi che fino all’ultimo hanno cercato di fargli sentire il loro sostegno dimostrando di credere nel suo progetto. Ma non è bastato e così il tecnico spagnolo ha preso la sua decisione, comunicata in precedenza alla società, e ha salutato squadra e staff tecnico. Ora si cerca un sostituto e si fanno sempre più insistenti le voci di un ritorno di Montella, dopo la positiva esperienza della stagione scorsa alla guida della Roma e questo splendido anno con il Catania.

Dopo dieci anni di straordinari successi (2 scudetti, 2 Champions League, un Mondiale per club, una Coppa Italia, 2 Supercoppe europee e 2 italiane), invece, Alessandro Nesta ha deciso di svestire la casacca rossonera. L’annuncio ieri a Milanello. La decisione, però, era già stata presa a febbraio. Regna ancora l’incertezza, invece, sul futuro. “Non so ancora dove andrò, non ho firmato con nessuno – ha spiegato – ma so di lasciare una grande società, dove ho vissuto una splendida esperienza”. Probabile che il difensori attraversi l’oceano per un’esperienza negli Usa. “Non sarebbe male andare di là – ammette – ci andrei volentieri, sarebbe una bella esperienza”.

L’arrivo a Milano nel 2002, quando in panchina c’era Carlo Ancelotti. L’addio oggi, alla fine di una stagione che lascia più di un rammarico. “Lascio un Milan deluso perché speravamo di vincere il campionato che era alla nostra portata – conclude – C’è delusione, mentre il futuro non si sa perché c’è un bel gruppo di giocatori che lascerà il Milan. Se spendi e rinnovi resti a certi vertici, però non so la società cosa voglia fare”. L’ultime parole, però, sono rivolte ai suoi compagni. “Mi mancheranno tutti. Voglio ringraziare tutti quelli che lavorano qui a Milanello. E naturalmente mi mancheranno i miei compagni storici come Ambrosini, Gattuso, Seedorf, Maldini, Costacurta. E Andrea (Pirlo, ndr). Sono venuto a Milano da romano e mi sono sentito meglio che a casa, anche se Lazio mi resta nel cuore”.

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