Esonero Mangia: Zamparini colpisce ancora

“L’U.S. Città di Palermo comunica che, in data odierna, il tecnico Devis Mangia ed il suo staff sono stati esonerati dalla guida della Prima Squadra”. Con questo messaggio apparso sul sito ufficiale della società rosanero, il presidente Maurizio Zamparini ha dato il benservito anche a Devis Mangia, ennesimo esonero della storia del vulcanico imprenditore.

Mangia, che l’anno scorso guidava la Primavera del Varese, era subentrato a fine agosto al già esonerato Stefano Pioli, rispedito a casa dopo l’eliminazione in Europa League. Al giovane allenatore milanese succederà, sulla panchina più scomoda d’Italia, Bortolo Mutti, che guidò il Palermo già nella stagione 2001/2002 e che l’anno scorso subentrò a Ventura al Bari, non riuscendo comunque ad evitare la retrocessione dei pugliesi.

Tutto ciò non deve distogliere l’attenzione da quello che è il vero problema del Palermo: il suo presidente. “Avevo paura della Serie B” dice Zamparini per giustificare l’allontanamento di Mangia, anche se parlare di rischio retrocessione a 23 giornate dalla fine pare davvero ridicolo. Il vero problema è che Zamparini si dimentica che ogni estate, soprattutto quest’ultima, nel mercato distrugge la squadra e cerca di formarne una nuova. Tra giugno e luglio sono andati via da Palermo Bovo, Nocerino e soprattutto Pastore, sostituiti da Cetto, il rientrante Bertolo e Zahavi, non proprio la stessa cosa.

Curioso il fatto che Mangia sia il terzo allenatore che viene mandato via dopo un derby contro il Catania; lo stesso destino era già stato riservato a Zenga e Cosmi, che guidò la squadra nella scorsa primavera per un mese, dall’esonero di Delio Rossi al ritorno dello stesso Delio Rossi. Mangia, dal canto suo, ammette che “l’esonero fa male, ma in questo momento mi sento di ringraziare il presidente per l’occasione concessami, i tifosi e questa città, di cui è facile innamorarsi. Nei prossimi giorni dirò la mia opinione effettiva su questa vicenda, adesso voglio solo ringraziare tutti”.

Devis Mangia ha dimostrato, in questi cinque mesi, di essere un ottimo allenatore, esattamente come Mutti, Glerean, Arrigoni, Sonetti, Baldini, Guidolin, Delneri, Papadopulo, Colantuono, Ballardini, Zenga, Rossi, Cosmi e Pioli; sono queste tutte le vittime di Zamparini a Palermo, molti di questi cacciati e richiamati due o tre volte. Palermo è una grande piazza, con degli straordinari tifosi e una rosa che ogni anno può fare cose importanti, ma è chiaro che nessun allenatore può svolgere in maniera serena il suo lavoro con il presidente che, come una spada di Damocle, pende sulla propria testa.

Quando il presidente Zamparini capirà che non sono gli allenatori che non funzionano, ma lui, sarà sempre troppo tardi.

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