Calcioscommesse:19 arresti, indagati Conte, Bonucci e Criscito

Non accenna a placarsi il ciclone del calcioscommesse che ormai da un anno interessa e sconvolge il calcio italiano. La procura di Cremona ha emesso 19 provvedimenti di arresto. Dieci riguardano ex giocatori e calciatori di A, B e Lega Pro. Sono finiti in manette anche Stefano Mauri, capitano della Lazio, e Omar Milanetto, ex del Genoa.  Nella stessa inchiesta risultano indagati i giocatori della Nazionale Domenico Criscito e Leonardo Bonucci. Indagato anche il tecnico della Juve campione d’Italia, Antonio Conte.

Ieri mattina, all’alba, agenti della Polizia si sono presentati a Coverciano per consegnare un avviso di garanzia a Criscito, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva. Il coinvolgimento del giocatore nell’inchiesta è riconducibile ad un incontro tra lo stesso, il suo collega Giuseppe Sculli, alcuni ultrà del Genoa e degli esponenti del clan gli zingari, avvenuto lo scorso campionato, in seguito al pareggio con la Sampdoria. Il difensore, che è stato escluso dalla lista dei convocati, ha dichiarato a Rtl 102.5 la propria estraneità ai fatti e si è rivolto a degli avvocati per dimostrare la propria innocenza.
A tirare in ballo il difensore della Juventus Leonardo Bonucci, invece, è il suo ex compagno di squadra al Bari Andrea Masiello. Per questo motivo, sebbene l’iscrizione sia stata fatta formalmente dalla procura di Cremona, gli atti verranno al più presto girati alla procura di Bari che si occupa del caso. Masiello, infatti, è stato già sentito dai pm cremonesi lo scorso 15 marzo e ha raccontato che in occasione di Udinese-Bari del campionato 2009-10, il ristoratore Di Tullio (indagato a Bari, ndr), gli propose di manipolare l’incontro. Da qui la competenza della Procura pugliese.

Risulta tra gli indagati anche il tecnico della Juve, Antonio Conte. Ieri mattina gli inquirenti hanno perquisito la sua abitazione a Torino e hanno sequestrato pc e Iphone. L’obiettivo è trovare conferme alle accuse dell’ex centrocampista del Siena, Filippo Carobbio, che ha riferito ai magistrati di essere certo che quello che allora era il suo allenatore fosse al corrente dell’accordo per favorire il pareggio tra Novara e Siena. Anche per lui il capo d’imputazione è associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

Più grave la situazione per Mauri e Milanetto. Anche per loro il reato contestato è quello di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e alla frode sportiva, ma gli investigatori avrebbero ricostruito che entrambi fossero sempre disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre. In qualche modo avrebbero agito  come referenti dell’associazione in Italia per la combine delle partite dei campionati di A, B e Lega Pro.

Oltre ai calciatori sono finiti in manette anche cinque cittadini ungheresi, riconducibili alla ‘cellula’ che riferiva direttamente al boss dell’organizzazione criminale, il singaporiano Eng Tan Seet, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso dicembre.

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