Calcioscommesse, arrestato Doni

Nella triste vicenda riguardante il calcioscommesse, la cosiddette indagine “Last Bet”, si segnala una nuova importantissima pagina, dopo mesi di silenzio. Nella mattinata del 19 dicembre sono stati rilasciati diciassette mandati di custodia cautelare, praticamente mandati d’arresto, per altrettanti soggetti incriminati nella faccenda.

Tra i nomi dei fermati ovviamente quello che risuona maggiormente è Cristiano Doni, capitano e simbolo dell’Atalanta, mai riuscito ad estraniarsi dalla vicenda. Voci dicono che, dopo aver aperto la porta agli agenti che andavano per portarlo via, Doni sia sia dato alla fuga, venendo però subito fermato nel suo garage. Un atto questo che, chiaramente, peggiora ulteriormente la sua situazione.

Il pubblico ministero di Cremona, Di Martino, ha voluto ringraziare anche forze dell’ordine estere per la collaborazione: “Le indagini che hanno portato agli arresti sono state vincenti soprattutto grazie all’ausilio di forze di polizia estere, in particolare da Croazia, Germania, Finlandia e Ungheria. I mandati d’arresto non sono un punto di arrivo, ma un punto di partenza: l’obiettivo è fare la massima pulizia possibile”. Su Doni Di Martino specifica che “non ci sono ulteriori episodi incriminati, ma un tentativo abbastanza grave di inquinamento probatorio”, praticamente la presunta fuga di cui si parlava prima.

“L’associazione de “gli zingari” operava non soltanto in Italia; in particolare in Occidente, a Singapore, sono state segnalate operazioni di quest’associazione. In Italia si ricorda che per una partita di Coppa Italia, in programma il 30 novembre (Cesena-Gubbio, ndr), gli zingari hanno occupato l’albergo di una delle due squadre e, convinti i giocatori a partecipare, veniva mandato un soggetto a guardare la partita e a inviare tutte le informazioni utili”. Di Martino specifica che proprio in virtù di questo tentativo di combine, poi non andato in porto, per la gara di Coppa Italia, si sono resi necessari i mandati di custodia cautelare per i soggetti incriminati.

La situazione di Cristiano Doni stavolta appare quanto mai seria; intanto il giocatore dell’Atalanta sarebbe recidivo, dopo che già qualche anno fa fu indagato sempre per scommesse, e da quella situazione riuscì ad uscirne. Essere ricaduto nella stessa trappola, stavolta con i gradi quasi di capo dell’associazione non gira a suo favore; tanto più se fosse confermata la notizia del tentativo di fuga, ritenendo ovviamente colpevole chiunque tenti di fuggire a degli agenti di polizia.

L’unica cosa certa in questa triste vicenda è che il calcio, dopo Calciopoli, non è affatto pulito, anzi. Nessun tavolo, di pace o di guerra, potrà mai sancire il ritorno del calcio agli antichi splendori, quelli dei valori in campo.

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