Calciopoli, fumata nera al Tavolo della Pace

Non sono bastate oltre quattro ore di riunione al Coni per far scoppiare la pace tra Agnelli e Moratti. Il tavolo della pace, fortemente voluto dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, è stato dunque un fallimento. Lo si comprende bene dalle parole di Andrea Della Valle, che è stato il primo a parlare all’uscita dell’incontro: “Ognuno è rimasto civilmente con le proprie idee. Le posizioni restano distanti, non so perché la Fiorentina è stata coinvolta su Calciopoli. Noi andremo avanti per la nostra strada”.

Il concetto è stato ribadito dallo stesso Petrucci, in conferenza stampa. La delusione è evidente dalle supe parole: “Devo essere onesto e sincero, non sono stati fatti passi avanti. Le scorie di Calciopoli restano scottanti, ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Quando ci sono processi così importanti che toccano le persone posso capire che non è facile riattaccare tutti i quadratini che si hanno nel cervello – ha affermato il presidente del Coni – Mi auguro che mondo del calcio possa avviare quelle riforme che sarà poi mia cura portare all’attenzione del governo. C’è stata la buona volontà ma non si sono ottenuti risultati”.

Petrucci, però, non si arrende e ha annunciato che continuerà la sua battaglia: “Ci penserò molto bene prima di fare altre riunioni, ma ce la metterò tutta. E non si dica che sono caduto in un ‘trappolone’ del mondo del calcio. Sono deluso ma sereno perché ce l’abbiamo messa tutta e dormirò tranquillo la notte. Non è arrivato un risultato ma non è stato un fallimento e non accuserò i presidenti del calcio. È un tentativo non riuscito e basta”.

Sul flop della riunione è intervenuto anche il presidente della Federcalcio Abete. “Le posizioni sono sedimentate, nonostante lo sforzo non si riesce a sanare una ferita profonda, anche se si cerca di andare verso il futuro – ha dichiarato Abete – Speravamo in un esito diverso, il confronto è stato civile ma resta il conflitto”. Poi il numero uno della Figc ha aggiunto: “Dello scudetto del 2006 si parlato in maniera accidentale. Il problema non è collegato agli effetti – ha assicurato Abete – ma alla situazione che ha portato al commissariamento della Figc e al lavoro degli organi di giustizia”.

I diretti interessati, invece, non hanno rilasciato dichiarazioni. Il presidente Moratti si è limitato a dire che “Un incontro è sempre costruttivo, tutto è utile”. Praticamente in silenzio, invece il numero uno bianconero, Andrea Agnelli. Sarà perché il presidente Abete ha chiesto ufficialmente un passo indietro alla Juventus.

Non si sa, quello che è certo che l’incontro tra i nove invitati alla riunione (oltre a Petrucci, Abate, Moratti, Agnelli e Della Valle c’erano anche il direttore generale della Figc, Antonello Valentini, il segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi, l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, e il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis) che voleva raggiungere un punto d’incontro sulle vicende di Calciopoli ha portato ad un nulla di fatto, anzi ha scatenato ulteriori polemiche. Protagonista il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, che prima ancora che iniziasse l’incontro questa mattina ha dichiarato: “Non capisco però cosa c’entri il presidente del Napoli De Laurentiis”. Complesso di inferiorità?

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