Accuse di razzismo, Di Canio sotto inchiesta

“Io sono fascista, non razzista”. Furono queste le parole di Paolo Di Canio quando, giocatore della Lazio,  fu punito e multato dalla federcalcio italiana per avere fatto ripetutamente il saluto a mano tesa ai propri tifosi. Queste parole, però, rischiano di essere smentite dai fatti, visto che l’ex giocatore del West Ham è al centro di un’indagine della Football Association per un’accusa di razzismo. Vittima sarebbe Jonathan Tehoue, un calciatore nero che quest’anno ha vissuto una breve parte della stagione in prestito allo Swindon, la squadra allenata da Di Canio.

Secondo quando riferito dal giocatore, Di Canio avrebbe pronunciato insulti e parole discriminatorie al suo indirizzo durante un discorso alla sua squadra a fine campionato. Tehoue non era presente, ma alcuni dei suoi ex-compagni di squadra gli avrebbero riferito l’offesa e sarebbero pronti a testimoniare in suo favore ora che federazione ha aperto un’inchiesta.

Un duro colpo per l’allenatore che è riuscito a centrare la promozione dalla League Two alla League One (la serie C inglese) al suo primo tentativo e che, dopo l’inizio burrascoso in cui ha sfiorato la rissa negli spogliatoi con un suo giocatore, si è sempre vantato del buon rapporto tra lui e la squadra.

Nessuna dichiarazione ufficiale è stata fatta né da Di Canio né dalla società. Si sa di un incontro tra allenatore e presidente per chiarire i fatti e decidere come muoversi. L’unica dichiarazione è stata rilasciata da un portavoce della società che si limita a dire che la faccenda “è nelle mani dei nostri avvocati”. Probabile che se l’accusa di razzismo fosse provata Di Canio andrebbe in contro anche a qualche sanzione disciplinare da parte del club.

Nei prossimi giorni, intanto, è previsto l’interrogatorio della Football Association. Se l’accusa fosse confermata, l’allenatore rischia grosso. In Inghilterra, infatti, con il razzismo non si scherza e un’accusa di questo tipo può portare non solo alle squalifiche in campo calcistico, ma anche alla prigione.

I precedenti non sorridono al coach italiano. Quest’anno la federcalcio inglese ha punito con otto giorni di squalifica e 40mila sterline di multa Suarez del Liverpool che aveva offeso Patrice Evra del Manchester United. Ancora da decidere, invece, la sanzione per John Terry del Chelsea che ha rivolto delle frasi razziste a Anton Ferdinand del Qpr. Frasi che non sono piaciute alla federazione che gli ha tolto la fascia di capitano.

Commenta