Italia – Croazia 1-1, ora si rischia

Per battere la Croazia Prandelli si affida agli stessi undici mandati in campo contro la Spagna. Alla fine anche il risultato sarà lo stesso (1-1), ma la sensazione che lascia è molto diversa. Imporre un pareggio alle Furie Rosse, campioni d’Europa e del mondo in carica, era stata una prova di forza per gli azzurri, consapevoli che per andare nel girone bisognava vincere. Il risultato di Italia-Croazia, invece, ha un sapore decisamente amaro, allontana l’obiettivo minimo per la nazionale italiana (passare il turno) e obbliga ad una vittoria contro l’Irlanda del Trap. Ma non solo. Diventerà fondamentale anche il risultato dell’altra partita (i due match si giocheranno in contemporanea alle 20:30 lunedì 18 giugno): un pareggio tra Spagna e Croazia complicherebbe di molto le cose.

La partita inizia con i fischi, quelli dei tifosi croati all’inno di Mameli. Era già successo contro la Spagna a Danzica, motivo per cui il presidente del Coni, Petrucci, chiede un intervento dell’Uefa. L’aria è scoppiettante e la partita, in qualche modo ne risente. Parte bene l’Italia, ma le punte non regalano soddisfazioni al ct. Balotelli sembra una luce ad intermittenza: ogni tanto si accende, ma anche in quei casi non si fa certo notare per il suo tanto decantato genio; Cassano ci prova, è volenteroso, ma sembra anche abbastanza spaesato. La conclusione è che i due attaccanti non tirano in porta. Lo fa, invece, Marchisio, ma il centrocampista juventino è sfortunato. Al 39′ una punizione perfetta di Pirlo sblocca il risultato, portando in vantaggio gli azzurri. E il primo tempo finisce così.

Nella ripresa l’Italia subisce il ritorno dei croati. Entra in apprensione, si difende troppo, non cerca un raddoppio che possa rendere più concreto il risultato e la conclusione è che subisce il pareggio: Chiellini si fa saltare dal pallone e non anticipa Mandzukic; il croato non si fa pregare e insacca Buffon. Il goal arriva pochi minuti dopo i cambi effettuati da Prandelli che ridisegna il centrocampo: esce Thiago Motta (mai davvero in partita), entra Montolivo; Balotelli lascia il posto a Di Natale. Il ct manda in campo anche Giovinco (al posto di Cassano), ma non cambia niente. Anzi, la Croazia ci schiaccia nella nostra area e fino alla fine c’è il rischio concreto di perdere anche la partita. E concreto è anche il rischio di uscire, di nuovo, al primo turno, come già successo due anni fa in Sudafrica, e, soprattutto, all’Europeo del 2004. In quell’occasione a condannarci fu il pareggio-biscotto tra Danimarca e Svezia (2-2) e le parole di Buffon (“due  feriti meglio di un morto”) fanno decisamente paura…

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