Wimbledon: settimo trionfo per Roger Federer

E’ il settimo sigillo. Gli sono bastati quattro set e Roger Federer è diventato, ancora una volta, padrone assoluto dell’erba di Wimbledon (raggiungendo a quota sette William Renshaw e Pete Sampras) terza prova del Grande Slam. Nulla ha potuto contro lo strapotere dello svizzero, lo scozzese Andy Murray, suo avversario in questa finale che, soprattutto dopo la semifinale dove Federer ha battuto l’ormai ex numero 1 al mondo Novak Djokovic, appariva dall’esito scontato. Una vittoria che è resa ancora più dolce dalla certezza che oggi Federe ritornerà in cima alla ranking Atp, riappropriandosi della prima posizione. Raggiunge così le 286 settimane in vetta alla classifica, eguagliando, anche questa volta, il record di Sampras.

4-6, 7-5, 6-3, 6-4 il punteggio di una gara che parte male per Federer. Lo svizzero non è brillantissimo e così cede allo scozzese il primo set. Illusoria la speranza di Murray di portare a casa il trofeo. Federer torna in sé, recupera la brillantezza che lo ha caratterizzato in questo torneo e mette in mostra la propria tecnica, piegando l’avversario. Superiore lo svizzero anche per concentrazione, come dimostra l’interminabile sesto gioco del terzo set. A spuntarla è proprio Federer ed è praticamente lì che si è deciso l’incontro.

“Non potrei essere più felice. E’ davvero bello aver vinto di nuovo a Wimbledon”. E’ questo il commento di Roger Federer a fine gara. “Ho giocato così tante volte nel corso degli anni qui, che sono riuscito a dare il meglio in semifinale e finale- continua lo svizzero che poi si sofferma anche sul record di vittorie ottenute – E’ incredibile aver raggiunto Pete Sampras, il mio eroe, è semplicemente incredibile, ma non ho mai smesso di crederci. Ho iniziato a giocare di più, anche se ho una famiglia”. In conclusione anche i complimenti a Murray: “E’ stato anche oggi un grande e temibile avversario, di certo vincerà presto anche lui un torneo del Grande Slam”.

Tanta delusione per lo scozzese, che a fine gara si è lasciato andare ad un pianto liberatorio. “In molti hanno parlato di quanto sia grande per me la pressione di giocare a Wimbledon – ha detto – Non sono le persone che guardano. Loro mi hanno aiutato molto. Il supporto è stato incredibile e quindi grazie”.

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