Settima vittoria, Nadal è re incontrastato di Parigi

La vittoria di Rafa Nadal ha un sapore particolare, non solo perché lui, numero secondo al mondo si toglie lo sfizio di battere Novak Diokovic, numero 1 del ranking, ma anche e soprattutto perché per la settima volta trionfa al Roland Garros, diventando il re incontrastato della terra rossa parigina (prima divideva il primato di sei vittorie con Bjon Borg). Una finale lunghissima, iniziata domenica e poi interrotta per la pioggia, che però non è mai stata davvero in bilico. Troppo forte Nadal, anche per il serbo. E il risultato lo dimostra: vittoria dello spagnolo in quattro set per 6-4, 6-3, 2-6 e 7-5.

La pioggia aveva interrotto il match al 4^ set, sul 2-1 a favore di Djokovic. E’ da lì che è ripartita, ma se qualcuno pensava che l’interruzione potesse giovare al serbo (apparso domenica fin troppo nervoso) si sbagliava. Nadal è ripartito nel modo migliore e si è portato immediatamente sul 2-2. E’ stato l’inizio della scalata verso la vittoria. Il serbo ci ha provato ad arginare lo spagnolo, ma Nadal ha messo il turbo e ha portato a casa la settima vittoria al Roland Garros, battendo anche la pioggia che, a sprazzi, è tornata a disturbare la partita. E’ la terza vittoria consecutiva (dopo quelle nelle finali di Montecarlo e Roma) per Nadal nei confronti di Djokovic e così, negli scontri diretti, lo spagnolo allunga e va sul 19-14.

In generale per lo spagnolo si tratta dell’11^ vittoria in un torneo dello Slam (50esimo torneo in carriera), ma questa ha un sapore speciale. “Questo per me è il torneo più speciale del mondo – spiega Nadal durante la cerimonia di premiazione, senza dimenticare di rendere omaggio al suo avversario – E’ stata una partita molto difficile contro il miglior giocatore del mondo. Contro di lui avevo perso tre finali dello Slam a Wimbledon, agli US Open l’anno scorso e l’Australian Open questo anno”. Parole di ammirazione per il proprio avversario le ha avute anche il serbo che deve rimandare ancora l’appuntamento con il primo titolo nel Roland Garros, l’unico major che ancora gli manca. “Lui è definitivamente il migliore della storia su questa superficie – ha dichiarato Djokvic – e a soli 26 anni, uno dei migliori che abbia mai giocato a questo gioco”.

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