Boxe femminile: sul ring in sottana, è polemica

Donne pugili in rivolta. A scatenare la furia delle “boxeuses” è stata la proposta del presidente dell’ International Boxing Association (Aiba), Ching-Kuo Wu, di far combattere le donne in sottana alle Olimpiadi di Londra 2012. Secondo coloro che approvano questa decisione, sarebbe un buon metodo per distinguere le donne dai loro colleghi uomini. Un’operazione spesso difficile a causa dei caschi indossati come protezione.

La proposta è stata già seccamente smentita dal portavoce dell’associazione, Sebastien Gillot, per il quale la dichiarazione rilasciata dal presidente ad un giornale sarebbe stata fraintesa. Vera o falsa, fraintesa oppure no, l’affermazione ha comunque suscitato le piccate polemiche di tutte quelle donne che ogni giorno combattono sul ring (e non) per affermare il loro diritto all’uguaglianza.

La prima, in ordine di tempo, è stata quella di Quanitta ‘Queen’ Underwood. “Sono un’atleta. Non salgo sul ring per essere carina”, ha dichiarato l’atleta che già al campionato mondiale delle Barbados si è vista recapitare una gonnellina. Una cortesia dell’associazione, per lei che le gonne non le indossa neanche nella vita di tutti i giorni.

Contraria anche la gallese Lyndsey Holdaway, medaglia d’argento europea: “Dire a una pugile di portare la gonna è come chiederlo a una squadra di rugby femminile. Assurdo”. “È una umiliazione per il nostro sport” ha commentato.

Di parere opposto la cinque volte campione del mondo indiana Mary Kom che ha dichiarato: “Se mi permette di andare alle Olimpiadi la metto”. Un’affermazione che però assume una connotazione vagamente polemica se si considera tutte le difficoltà che la boxe in rosa ha dovuto affrontare per essere riconosciuta come sport olimpico.

Solo nel 2009, infatti, il Comitato Olimpico ne ha decretato l’ammissione per correggere una anomalia: il pugilato era rimasto l’unico sport olimpico esclusivamente maschile. Sarà Londra, quindi, ad ospitare i primi combattimenti da donne. In particolare saranno 36 le atlete che saliranno sul ring suddivise in tre categorie: mosca, leggeri, e medi.

Bisogna precisare, però, che in passato già c’erano stati degli incontri da donne pugili. Nel 1904, ai Giochi di St. Louis, infatti, ci furono degli incontri, che però avevano solo uno scopo dimostrativo. Come a dire “Voi combattete e noi guardiamo. Siete solo un fenomeno da baraccone”. Un’idea superata nel XXI secolo. O forse no?

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